LA CUCINA NEL DNA

Il gene della cucina arriva nel DNA di Fabrizia dalla nonna materna, che gestiva una rinomata osteria a Cividale del Friuli.

Il gene del senso del dovere, quello che ti dice di restare in cucina anche 12 o 15 ore, lo ha ereditato dal papà, gran lavoratore prima che imprenditore.

 

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UN PIZZICO DI GENIO

Per trasformare una "cuoca per amore" in "cuoca stellata" occorre tanta passione e un pizzico di genio. Se ne accorgono per primi i gourmet dell'Accademia Italiana della Cucina; nel 1994 Fabrizia e Roberto entrano nel prestigioso club dei Jeunes Restaurateurs d'Europe. Dal 2005, il Laite riceve anno dopo anno le "tre forchette" del Gambero Rosso, nel 2011 entra nell'esclusiva associazione "Le Soste”. Alla stella Michelin, di cui il Keisn prima e il Laite poi si fregiano ininterrottamente dal 1997, si aggiunge nel 2018 un ambito riconoscimento della “rossa”: Fabrizia Meroi è Chef donna Michelin by Veuve Clicquot.

 

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CUOCA AUTODIDATTA

Fabrizia ama definirsi "cuoca autodidatta". La sua scuola è tutta sul campo: a tavola e in cucina. Negli anni della formazione, insieme a Roberto scopre la "cucina d'autore" tra Friuli, Veneto e Carinzia: il Roma di Cosetti a Tolmezzo, Sissy Sonnleiter a Mauthen, il Dolada di Pieve d'Alpago dove nel 1994 rimane in stage per due settimane.

 

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IL TRIONFO DELLE STAGIONI

"Le stagioni dettano i nostri menu", dice Fabrizia. Per la Sappada del turismo un tempo erano due, quella estiva e quella invernale. Al Laite trionfano tutte e quattro, ciascuna con i suoi prodotti, i suoi profumi, i suoi sapori. A combinarli insieme, a trasformarli in piatti che regalano emozioni uniche, ci pensano Fabrizia ed il suo genio creativo. Creatività, qualità e costanza premiati dalla guida dell'Espresso 2013 con il titolo di "Cuoca dell'anno".

 

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